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Come avere bonsai da talea

Coltivare una pianta da talea equivale a ricreare un numero elevato di alberi ereditariamente identici all’albero genitore. Questo processo, conosciuto in Giappone come “Sashiki”, si ottiene dalla coltivazione di diversi rami da cui, una volta piantati, nascerà l’esemplare.

Nel caso specifico analizzeremo, secondo le informazioni fornite dagli esperti di Coltivare.info, la coltura di un albero bonsai da talea. Il termine bonsai letteralmente significa albero in vaso. La tecnica della talea ha il vantaggio di scremare numerosi step obbligati che si presenterebbero durante una semina. Questa è largamente diffusa nei coltivatori di bonsai anche perchè ha il duplice vantaggio di essere economica e assicurare in anticipo le caratteristiche della pianta.

Come ottenere bonsai da talea

Innanzitutto, per poter ottenere un bonsai da talea e avere la certezza che la riuscita sia ottimale, è bene utilizzare sempre un terreno pulito, nuovo e che non contenga sostanze organiche. Su questo poi andranno piantati i rami: è importante però non pensare che tutti i rami siano adatti alla talea. Questi infatti dovranno essere lunghi 5-10 cm di altezza e 2-5 mm di spessore. Piantare rami più spessi riduce drasticamente la possibilità di riuscita. Una volta ottenuti i rametti, è bene tagliare la loro base a 45 gradi e inserirli in un vaso all’interno del quale è stato messo prima uno strato drenante e grossolano di pietrisco e poi un po’ di terriccio. Le talee andranno posizionate a circa un pollice una dall’altra nel terriccio e infine innaffiate. E’ bene lasciare sempre che il terreno sia umido. Il periodo favorevole alla coltivazione di bonsai da talea è quello primaverile/estivo.

Telee di legna tenero

Quando parliamo di talea di legno tenero, parliamo dei germogli dell’anno in corso che vengono tagliati in primavera inoltrata con taglio obliquo (quello a 45 gradi di cui sopra, ndr). Questo tipo di talea richiede una temperatura che oscilla tra i 23° e i 27°. Si consiglia di inserire la parte inferiore del vaso nel suolo, lasciando la parte superiore e le talee in ombra. Il risultato delle talee di legna tenero sarà visibile già nelle prime quattro o cinque settimane.

Talee di legna semiduro

Come si evince dal nome, quando parliamo di talee di legno semiduro, parliamo di rami maturi rispetto ai germogli della talea di legno tenero. Questi si possono ricavare, come le precedenti, in estate. Sebbene questa sia più resistente e la radicazione meno fluida, assicura una maggiore riuscita per quanto concerne la sopravvivenza. Questa infatti resiste anche a condizioni ambientali poco favorevoli e alla poca luce. A differenza delle talee di legno tenero, quelle semidure avranno bisogno di più tempo per radicare bene e sarà possibile rimuoverle per praticare il rinvaso soltanto dopo un anno.

Talee di legna duro

Le talee di legno duro sono le più utilizzate quando si parla di bonsai. Queste hanno un notevole spessore e sono più lente a emettere radici. Rispetto al legno tenero e semiduro, queste talee si ricavano tra l’autunno e la fine dell’inverno e vengono tagliate a maturazione completata. Per radicare hanno bisogno di diverso tempo che varia a seconda della specie. Quelle verdi o erbacee impiegano meno tempo rispetto a quelle legnose. Queste talee richiedono umidità ambientale, luce e ormoni.

Quali talee possono diventare bonsai

Tirando le somme passiamo in rassegna quei bonsai, unici nelle loro caratteristiche, ottenuti per talea. Paradossalmente quasi tutte le piante possono essere riprodotte con questa tecnica ma in particolare bisogna annoverare gli abeti, i ginepri, i cipressi, gli aceri, le azalee, i melograni, i gelsomini, gli olivi, gli olmi, i salici e la zelkova. In particolare, zelkova e salici, svettano in classifica per la facilità con la quale radicano per talea. Tra i sempreverdi più facilmente riproducibili abbiamo invece il ginepro.

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